Città/sera

Topi a decine
sulle promesse dei rifiuti
Dello scialo intatto
dei sogni
scartano i fallimenti
migliori, i più folli
È una dieta comune
– così animale, così umana –
evitare il tormento
magico dei dettagli
l’incanto inutile
delle illusioni
e assorbire solo i cicli
implacabili e vincenti

Del resto
quale affamato
di stelle?
Quale ribelle?
Come l’universo
non erano che teste
con troppo azzurro
dentro
Schiacciarle
ha prodotto
qualche etto di buon senso
spacciato subito per onore
ritrovato, per decoro
e poi buttato

D’avanzo, lo stesso
storto riflesso
Dita e code unte
a spartirsi paradisi
inerti
senza sapore

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