La quinta stagione

Desideri a decine ossidati
o esauditi, di continuo
I pruriti di opera umana
sono tristi come tonnellate

Delle favole del ferro
s’è invaghito pure l’azzurro
Sere gravide a nove zeri
sotto nuvole verde ramarro

Euforie artificiali
che la vertigine dell’occhio
lega a freddo ai vecchi ritornelli
Ecco il presente, il suo torchio

Continuare a straparlare
gl’imperativi a contraddirsi
Non andare da nessuna parte
ma andarci decisi

Servono mani leggere
parole prime contro il rumore
Così la polvere rimerà con l’oro
e perdio sembrerà vero

far flessioni sul futuro

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