Un’altra primavera

Sorridi
c’è un’altra primavera tra gli scarti
e l’acqua dura
È un ammasso d’istanti timidi
e carnali
che non vuole morire
ma usa femminili strumenti di tortura
per rimanere
raschiare l’America fin negli scoli
Ascolta
C’è rumore di granchi – là fuori –
lame ultraleggere
a sorvegliare ogni rivolta
Grosse unghie curve
fremono d’impazienza, d’imperfezione
tremanti come larve
prima dell’ultima mutazione
Sorridi allora
questa primavera già penetra
la folle infezione dei giorni
il buio riflesso
negli occhi impotenti dei servi
Niente sanguina o dispera
adesso
Basta respirare piano
bere in silenzio il verde nuovo
mentre il presente scompare

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