Il Varco Edizioni

18 poesie

di A. D’Orazio e A. Romagnoli

 

con una prefazione di M. Fordiani

nota dell’editore di A. Gatopoulos

Estratto dalla prefazione di Matteo Fordiani

Chi prova a fare vero lavoro poetico nella nostra società ha bisogno di spaziare  nella sua costruzione mitica della realtà e questo spazio interpretativo non è fornito, né incoraggiato. Le regole che costruiscono le condizioni di necessità e sufficienza in cui viviamo sono un proliferare di astrazioni su cui si può operare solo simbolicamente, accettandone macchinazioni e assiomi. Questi ultimi non sono però assiomi fideistici, radicati nell’assurdo, che è la base di ogni meta-pensiero, bensì costituiti a posteriori come gli unici a cui far seguire regole sedimentate dal caso.

Siamo arrivati al punto per cui, vista dal di dentro, la nostra società appare infinitamente complicata e inaccessibile nella propria natura, mentre osservata dal di fuori si fatica a capirne il senso o lo scopo. Dunque un lavoro poetico oggi ha bisogno di respirare fuori dai nostri costrutti, ma se fuori da essi non c’è aria, si farà la cronaca di un’asfissia.

Finito di stampare nel mese di gennaio 2018. Volume non destinato alla vendita. Per richiedere una copia contattare l’amministrazione.

Uomomordecane

Il Vaticano smentisce ogni coinvolgimento

di M. Zulli

 

con una prefazione di A. Romagnoli

Estratto dalla prefazione di Antonio Romagnoli

Nell’epoca della società massmediatica, guidati dalla stella cometa di internet, per un paradosso tipicamente figlio della nostra malata contemporaneità, tra i grandi “nemici” della satira – oltre al buonismo proclamato in nome di una morale da quattro-soldi-quattro che, non di rado abbinato a massicce dosi di analfabetismo funzionale, è un fenomeno pressoché inutile non solo analizzare ma anche semplicemente prendere vagamente in considerazione – possiamo includere la saturazione totale del cinismo a tutti i costi che ha, di fatto, in larga parte neutralizzato la possibilità della diffusione degli strumenti satirici nel mare magnum del web; discorso, questo, più che mai valido se inserito nel contesto
italiano. Se infatti nel mondo anglo-sassone la stand up comedy ha ad oggi un grande seguito, dalle nostre parti – escludendo i comici di Satiriasi che, per usare una metafora spicciola, restano e probabilmente sono destinati a restare una scintilla con cui non si riesce ad accendere il fuoco – la forma scritta, anche per motivi puramente linguistici, appare l’unico veicolo per la satira che intende esser tale.

Da questo contesto fangoso è emerso il libro di UomoMordeCane (al secolo Massimiliano Zulli), autore che nonostante il crescente successo sui vari social ha avuto l’intuito/necessità di dar corpo a un intero romanzo.

Finito di stampare nel mese di luglio 2016. Volume non destinato alla vendita. Per richiedere una copia contattare l’amministrazione.

Amigdala

di A. Gatopoulos

Estratto dalla prefazione dell’autore

La trasformazione portata da Internet all’alba del nuovo secolo somiglia a quella del mezzo televisivo, ma sviluppa una potenza ulteriore. La televisione non aveva la consistenza di una realtà virtuale onnipresente, restando comunque un oggetto con una propria collocazione fissa all’interno dell’abitazione. Internet invece è la prima tecnologia che conquista l’ubiquità, trasformandosi in un contesto sociale permanente, inarrestabile, sovrabbondante, che necessita di un’analisi ancora più approfondita. Per assolvere a questo compito bisogna recuperare una visione distaccata, critica, guardando alle metodologie dei teorici dei media del secondo novecento. Le loro opere hanno gettato uno sguardo nuovo, olistico, sulle trasformazioni dell’umanità, accorgendosi di una naturale corrispondenza tra antropologia, cultura e progresso tecnologico.

Alla luce delle loro riflessioni emerge con chiarezza la prospettiva per cui ogni nuova rivoluzione tecnologica, data un’improvvisa incapacità di comprendere le metamorfosi del proprio tempo, riporti l’uomo a una condizione primitiva, stimolando in esso nuovi traumi, nevrosi, paure e ossessioni, generando crisi vaste e incontrollabili in tutti gli ambiti della cultura.

In un’epoca in cui la tecnologia si evolve a una tale velocità da fare sembrare l’uomo che la interpreta come Achille che rincorre la tartaruga, questo testo cerca di porsi proprio come lo strumento di un primitivo.

Finito di stampare nel mese di gennaio 2017. Volume non destinato alla vendita. Per richiedere una copia contattare l’amministrazione.